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Semplicemente perfetto, sotto ogni punto di vista.

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La Forza della Ragione - "Ed anche se tutti gli abitanti di questo pianeta la pensassero in modo diverso, io continuerò a pensarla così".
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September 09

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Il Windows Live Space mi andava un pò stretto.
Ho deciso di traslocare. Vi consiglio di venirmi a trovare al link
 
 
 
 
Vostro,
per l'ultima volta Newnewyork
 
 
 
 
September 04

Costrette nel medioevo.

Ricatti familiari, matrimoni combinati, abusi fisici e psicologici. L’estate che sta volgendo al termine, sembra essersi nutrita prevalentemente di violenza. Mentre sempre più insistenti si affacciano le domande della gente comune. “In che razza di società viviamo, come siamo giunti a questo, si può intervenire, come, quando.” Fortunati coloro che hanno ancora il coraggio e lo spirito critico per porsi dei quesiti, spesso, infatti, il dramma vero è che la maggioranza delle persone sembra ormai essersi rassegnata o ancor peggio assuefatta agli orrori quotidiani proposti dai giornali.
Vittime privilegiate di questa ferocia dilagante sembrano essere le donne. Ree solo per il fatto di esserlo. Che esse siano italiane o straniere poco importa, il dramma si consuma puntuale nella sua crudeltà e secondo Amnesty International, ogni tre giorni una donna in Italia viene aggredita e stuprata. Per le donne straniere che si recano in Italia, al dramma si aggiunge l’amarezza di una vita che non cambia. Coloro che venendo nel nostro paese sperano in un futuro più giusto e più equo, spesso abbandonano presto il bagno di libertà che all’inizio le inebria per fare i conti con un nemico agghiacciante, sordo a qualsiasi legittima richiesta di gioventù: la loro famiglia. E queste ragazze, colpevoli solo del fatto di essere nate e cresciute in paesi dove il Medioevo vive la sua fase più intensa e distruttiva, subiscono ogni sorta di ricatto e ferocia. Donne che vengono sgozzate da coloro che le hanno messe al mondo, minacciate con un ferro da stiro bollente perché indossano jeans a vita bassa, o ancor peggio, bruciate vive. La cultura della sottomissione, l’unica di cui si possa parlare, riferendosi ad alcuni paesi islamici, è una realtà che perseguita queste donne, anche se si tratta di eroine, anche se si tratta di combattenti. E Hina è solo l’ultimo lampante esempio, di come a volte il coraggio da solo non basta per fronteggiare l’ignoranza, la meschinità e la cattiveria umana. Su questa “cultura” da medioevo, c’è poco da dire, c’è chi l’ha fatto prima e meglio di me, ma sulle donne due parole da spendere le ho. E’ facile inneggiare alla ribellione e al coraggio, in passato l’ho fatto anche io. Ma spesso chi combatte lo fa da solo, contro i mulini al vento. L’eroe agisce sempre in solitudine e spesso risulta essere l’unico a farne le spese, e la storia ce lo insegna. Ma la verità è che queste donne, e parlo di coloro che davvero intendono ribellarsi, sono assolutamente abbandonate a se stesse. Sole, perché la famiglia le devasta fisicamente e moralmente, senza una precisa identità, in bilico tra le tradizioni del passato e l’attrattiva per il futuro, desiderose di una giovinezza che sia uguale a quella di tutte le altre ragazze. Protagoniste di un’integrazione che fa acqua da tutte le parti e che gratta gratta risulta essere solo una colossale bugia dietro la quale i benpensanti si riparano. Mi chiedo dunque quale sia il rimedio a un mondo nel quale un padre uccide la figlia pakistana perché frequenta un ragazzo italiano, nel quale decine di ragazze vengono seviziate da animali che purtroppo il senso comune chiama uomini. Da sempre, in qualunque paese e adesso più che mai nel nostro, maggiormente da cittadini non italiani. Persone che ripagano la nostra ospitalità e accoglienza compiendo atti così dequalificanti. Mi accorgo che nonostante gli sforzi, non riesco a trovare risposte e che il mio è stato purtroppo solo un inutile sfogo. Da donna.
 
Kira
September 03

Forza Italia la vorrei così - di Paolo Guzzanti

da Il Giornale

Io spero che Berlusconi legga questo articolo gettato giù di furia. Scriverò in modo ruvido e sincero. A me non piace affatto come stanno andando le cose. Non mi piace come ci siamo accodati alla guerra di capitan D'Alema, anche perché già ci accodammo all'altra sua guerra, quella contro la Serbia. I nostri lettori ed elettori sono infuriati e chiedono: dov'è il partito? Dov'è il cosiddetto centrodestra? Che fa e che dice Berlusconi? Io ho risposto su queste colonne (e anche su quelle del New York Times) che sono contrarissimo a questo intervento militare antisraeliano,  un ridicolo show muscolare di un'Europa delle steppe e del foie gras che non ha mai saputo badare a se stessa, non disarma Hezbollah e non sbatte la canna della pistola sotto il naso dell'Hitler di Teheran.
Qualcuno dirà: che c'entra tutto questo con il partito? C'entra e come. Punto primo: dobbiamo guidare l'opposizione e dunque far vedere che ci opponiamo non che siamo tanto carini, costruttivi e responsabili. Io sono per una opposizione irresponsabile e distruttiva perché la nostra gente sente puzza di inciucio,  anche se non c'è.
Secondo: la gente di Forza Italia è furibonda perché nessuno l'ha chiamata in piazza.
Terzo: il presidente di Forza Italia deve rendersi conto che ha inventato il partito, ha inventato il nome e il logo, le bandiere e l'inno, ha inventato uno stile vincente (quando vince), ma non ha inventato il suo elettorato che, come notava Baget Bozzo, non è di centro e non è di destra e dunque non è di centrodestra. E questo Berlusconi lo sa. O noi accettiamo di proporci come una forza rivoluzionaria democratica (dove rivoluzione non vuol dire violenza ma riforme radicali) o siamo cotti.

Destra e centro sono già occupati da tribù politiche stanziali, mentre noi di Forza Italia siamo tutti nomadi e tuttavia la pensiamo nello stesso modo: ma è importante ricordarsi che come popolo esistiamo da prima che Forza Italia esistesse, e che però siamo insieme soltanto perché Berlusconi ha creato Forza Italia, casa comune senza la quale avrebbe vinto la lugubre macchina da guerra comunista.
A livello locale il partito è in genere un disastro e credo che su questo poco si possa fare, salvo cacciare i comitati d'affari a calci nel sedere.  Molti nostri elettori se ne sono andati, e questo è un fatto da analizzare con animo chirurgico, come è un fatto che siamo e restiamo il primo partito d'Italia, strutturalmente incapaci però di contare nelle grandi scelte anche quando governiamo.
Quanto all'identità, dovremmo schiodarci dal sistema tolemaico della destra e della sinistra: noi siamo futuro, mentre la sinistra è il passato conservatore, ma che sa stare al tavolo da gioco e si porta via il piatto anche quando perde.
Siamo un disastro come comunicazione di massa, in televisione si vedono sempre le stesse facce e non ho alcun ritegno ad indicare me stesso come esempio. La Rai mi ha messo al bando e Mediaset pure. I giornali e televisioni che dovrebbero esserci vicini non hanno mai imparato la lezione di Repubblica quando faceva squadra con Espresso, RaiTre di Angelo Guglielmi e Tg3 di Sandro Curzi.
La struttura del partito va rifatta e lasciamo perdere le idiozie generazionali. A dirigere ci deve andare chi ha idee chiare e distinte, chi ha polso fermo, voce chiara, capacità di convincere e vincere.
Il nostro è un partito di ideali. Il minimo comun moltiplicatore è l'anticomunismo democratico liberale e di sinistra. Ciò che unisce la sinistra italiana è il filocomunismo, non importa in quale salsa.
La questione impronunciabile, l'eredità del comunismo (e del fascismo) spacca ancora l'Italia in due. Noi abbiamo bisogno di dare spazio a gente che sappia interpretare questa alleanza fra gente libera. Io sono ammirato dallo show televisivo che questo governo fa dei propri sbarchi militari.  Noi abbiamo difeso la libertà e combattuto il terrorismo con la coda fra le gambe. È stato un errore devastante aver ignorato ciò che il Parlamento della Repubblica italiana ha prodotto attraverso la Commissione Mitrokhin e ora c'è bisogno di uno scossone ideologico, di traumi e di gente che nella schiena abbia un filo di ferro e non di lana.
La minaccia di far fuori il leader dell'opposizione attraverso una legge ad personam per il conflitto di interessi richiede, non soltanto per la persona di Berlusconi,  una mobilitazione di massa, visibile sulle piazze.
Altrimenti sarà inutile baloccarci con il birignao sulla forma partito e la scialba sociologia delle chiacchiere, perché saremo già spacciati. E invece abbiamo tutti, ma proprio tutti i numeri per vincere e far vedere che la forma del partito è quella di una lancia che butta giù un governo dalla maggioranza taroccata, per riportare gli italiani alle urne, senza mediazioni.
p.guzzanti@mclink.it

August 27

Mario Placanica entri in Polizia

Comunicato stampa 147/06
del 25 agosto 2006
alla cortese attenzione
delle testate stampa e organi d’informazione
 
Oggetto: Mario Placanica entri in Polizia.
un delinquentello al servizio dei violenti viene trasformato in eroe - un povero ex carabiniere al servizio dello Stato resta disoccupato.
 
“Se Placanica lo vuole – afferma Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp - il Coisp si adopererà perché possa prendere servizio in Polizia, mettendo in atto tutte le possibili azioni presso il Dipartimento affinché questo leale Operatore di Sicurezza possa trovare lavoro, mantenere la famiglia e offrire il suo contributo alla società, quella collettività che ha difeso a Genova, trovandosi nelle condizioni di difendere, purtroppo, se stesso.” “Heidi Giuliani – prosegue Maccari - continua a blaterare richieste di “verità”; la verità vera è un ex carabiniere come Mario Placanica ora disoccupato, trovatosi a dover difendersi dalla violenza non di pacifici dimostranti ma di un pugno di violenti facinorosi, fra cui Carlo Giuliani.”  “Il Coisp - prosegue Maccari - non può che sostenere l’azione legale di risarcimento dei danni a carico della famiglia Giuliani ed essere solidale con Placanica, vittima di quanto accaduto, nell’adempimento del Dovere. Placanica non è andato in cerca di nulla, il tutto gli è piombato addosso, come la furia dei violenti.”
“Le parole di verità che chiede Heidi Giuliani - continua Maccari - dovrebbe trovarle in se stessa come madre ed educatrice, invece che in ambito politico, zimbello improvvido di forze partitiche che hanno bisogno di eroi perché eroi non ne hanno. I Carabinieri invece sì e probabilmente la cosa dà fastidio a chi vorrebbe sovvertire o quantomeno mettere in discussione gli ordinamenti dello Stato.”
“Siamo stanchi di sentire gli sproloqui della Giuliani - conclude Maccari - e siamo certi sia anche questo il pensiero dell’opinione pubblica.”
Con gentile preghiera di pubblicazione e diffusione.
August 16

SILVIO, NUN CE LASSA'

di Vittorio Feltri

Berlusconi tentato dal ritiro. Ma il Cavaliere non deve mollare. Perché se cede a Prodi è l'Italia che va a schifio

Caro presidente, vedo tue fotografie su ogni rotocalco, imperversi nelle discoteche sarde alla moda acclamato e osannato da giovani e anzianotti; ti diverti e ne hai diritto, dopo tante rotture dentro e fuori dalla Cdl. Non è la lunga ricreazione a spaventarmi, ma il disgusto che t'ha preso da qualche tempo in qua. Gente che ti frequenta, o dice di frequentarti con assiduità, sostiene: la politica lo ha nauseato; si è battuto da grande lottatore fino all'ultimo giorno di campagna elettorale, poi l'é scioppà, scoppiato, fuso. Per un po' - affermano i tuoi amici - hai creduto davvero di invalidare, o meglio, ribaltare il voto; poi hai ceduto di schianto al malumore e, tra un pensiero alle larghe intese e la tentazione di scendere dal ring mandando tutti al diavolo, siamo arrivati a Ferragosto che chiude l'estate e apre ai refoli annunciatori d'autunno. Coraggio Cavaliere, qui si tratta di decidere non soltanto del tuo futuro ma anche del nostro; ti abbiamo appoggiato, spinto e spesso anche criticato nella speranza di risparmiarti qualche topica; ora non sarebbe carino ci abbandonassi con una scrollata di spalle. Ricordati: non è mai troppo tardi per alzare le vele. Calma e gesso. Mi rendo conto. Non è facile andare d'accordo con Casini, Fini e Bossi e immagino che la voglia di cambiare mestiere sia quasi irresistibile. Hai la mia (la nostra) comprensione. Però anche tu devi averne per noi. Se non ci dài una mano, se non ci aiuti ad avere fiducia faremo una brutta fine. Prodi straparla di felicità e medita nuove tasse; Visco si fa scudo di Bersani e mena fendenti fiscali da cui si salvi chi può; D'Alema si è tradito da un pezzo, sta con chi punta a radere al suolo Israele.

fonte: www.libero-news.it

August 12

Quello Che Prodi Non Riesce a Capire

fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=110926
QUELLO CHE PRODI NON RIESCE A CAPIRE
di Paolo Guzzanti
 
Dedichiamo questo articolo ad alcuni di quei geni che circondano il genio capo, il professor Romano Prodi che ancora non ci ha detto come faceva a sapere l’indirizzo dei brigatisti di via Gradoli. Oggi però non tratteremo l’importante argomento dei tavoli a tre zampe, ma parleremo di sicurezza e terrorismo. Sapete già quel che è successo ieri in Gran Bretagna: un cospicuo gruppo di cittadini del Regno Unito di origine pachistana aveva preparato una catena di attentati sugli aerei in partenza per gli Stati Uniti che avrebbe provocato migliaia di morti, usando ordigni esplosivi liquidi in grado di superare i controlli. Il fatto conferma quanto avevamo già detto alcuni giorni fa, quando abbiamo appreso con orrore del piano della sinistra italiana consistente nel mettere la sicurezza del Paese a repentaglio pur di raccattare voti degli immigrati che dovrebbero diventare cittadini italiani dopo cinque anni. Non ci impressiona il fatto che si dia la cittadinanza ai peruviani piuttosto che ai filippini, ma che la si dia agli islamici. Non sappiamo se Prodi l’ha capito o se glie lo spiegherà il famoso equivicino ministro degli Esteri quando tornerà dai Beirut, ma pare che gli islamici siano un problema. Lo dicono a Londra, a Parigi, a Berlino, a Madrid, a Oslo, tutti posti dove hanno deciso di tirare i freni. Inoltre, i musulmani non sono un problema legato alla povertà, infatti molti terroristi sono ricchi sfondati. E non si tratta neanche di una questione legata al conflitto fra Israele e i suoi vicini, perché non è quello il centro del loro mondo. Il centro del loro mondo, esimio signor Prodi-Tre Zampe, siamo noi occidentali: pare che loro ci odino per quello che siamo e rappresentiamo a casa nostra, non a casa loro. Odiano le donne che non siano schiave e mute. Odiano la democrazia, la tecnologia e l’arte. Non sanno che cosa sia la storia perché nella loro mente sincronica non esiste l’elemento che per noi è rappresentato dallo scorrere dei secoli, delle mode, delle scoperte scientifiche. Per loro tutto è piatto, per loro tutto è sangue da versare. E quando gli dai la tua cittadinanza, il tuo passaporto, la tua lingua, i tuoi costosissimi servizi sociali, i tuoi seggi in Parlamento e negli enti locali, loro non per questo si sentono più inglesi, o francesi, o olandesi, o svedesi. Figuriamoci quanto si sentirebbero italiani. Molti di loro, certo non tutti, vogliono semplicemente distruggere la nostra civiltà e sognano lo stesso califfato mondiale che inseguono da quando esiste la loro religione che è una raccolta di precetti militari. Gliela dia, Mister Three-Legs, la cittadinanza italiana, strappi per loro tutti i crocefissi dalle scuole e da ogni luogo pubblico, li curi e li faccia studiare a nostre spese e vedrà quanti bei kamikaze come quelli che hanno già colpito Londra, Parigi e Madrid realizzeranno il tipo di bomba adatto all’Alitalia, magari parlando con accento milanese o romanesco. Osservi piuttosto quel che ha fatto il suo amico Zapatero che ha trattato l’invasione islamica con un occhio umido di nostalgia per Filippo Secondo, buttandoli a mare. Si faccia spiegare da Schröder (quando era in carica) e dalla Merkel, quali contromisure ha preso la Germania insieme ai Paesi civili e democratici per difendersi dalla conquista islamica. E poi ci venga a parlare di nuovo di regalare la cittadinanza agli immigrati musulmani che già oggi stazionano e bivaccano (i maschi) nelle nostre città facendola da padroni. E non ci dica che siamo razzisti, perché della razza (che non esiste) ce ne infischiamo: che vengano pure giapponesi e svedesi e gli africani non musulmani, se ne può discutere. Ma questo governo, che non ha il consenso popolare né un Parlamento che lo sostenga, non si azzardi per fare cassa di voti a vendere la nostra sicurezza come cosa sua agli islamici. Non faccia sciocchezze. O, se deve farle, almeno prima riunisca in una apposita seduta spiritica il Consiglio dei ministri e si lasci guidare, come è suo costume, dall’ombra di don Sturzo che in genere porta con sé un nodoso bastone.
August 10

Contro gli ISLAMO FASCISTI

 
BUSH, E' GUERRA CON ISLAMO-FASCISTI
 
"E' una circostanza che ci ricorda che la nostra nazione è in guerra con gli islamo-fascisti":
così il presidente americano George W. Bush, ha commentato gli arresti eseguiti in Gran Bretagna. Bush, parlando a Green Bay in Wisconsin, appena sceso dall'Air Force One, ha lodato "la stretta collaborazione con il governo della Gran Bretagna". Il presidente ha avuto ripetuti colloqui con il primo ministro britannico Tony Blair da domenica alla notte scorsa. Bush ha sottolineato che l'America è più sicura di quanto non fosse l'11 settembre 2001, ma ha definito "un errore" pensare che non ci siano più minacce agli Stati Uniti. Agli americani che devono volare, il presidente ha ricordato che occorre sopportare gli inconvenienti dei maggiori controlli, perché "viviamo in un mondo pericoloso". Bush non ha fornito nuove indicazioni sugli arresti britannici. Il suo portavoce Tony Snow, parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, ha ribadito che ci sono i segni di un possibile piano di Al Qaida, ma ha aggiunto che non ci sono indicazioni definitive in questo senso.
 
MINISTRO USA, SEMBRA PIANO AL QAIDA
Il livello di sofisticazione, il numero di membri coinvolti e la portata internazionale dell' operazione terroristica sventata in Gran Bretagna "suggeriscono che si tratti di un piano di Al Qaida": lo ha detto il ministro della Sicurezza Interna degli Usa, Michael Chertoff, in una conferenza stampa. Chertoff ha aggiunto che è comunque presto per giungere a conclusioni. Gli Usa, ha sottolineato Chertoff, hanno deciso per la prima volta di proclamare un allarme rosso per gli aerei perché quello sventato in Gran Bretagna risulta essere stato "un piano ben organizzato e ben finanziato". I voli americani vengono ritenuti "sicuri" e non ci sono indicazioni della presenza di terroristi negli Usa, ma le autorità americane sono impegnate in indagini ad ampio raggio. Il livello rosso di allerta (il massimo previsto dall' apparato di sicurezza americano) riguarda i voli dalla Gran Bretagna per gli Stati Uniti, ma un livello elevato, arancione, é stato deciso per tutti gli altri voli internazionali. Le autorità americane hanno annunciato una serie di nuove precauzioni per la sicurezza dei voli, analoghe a quelle britanniche, vietando in particolare la possibilità di portare a bordo liquidi e gel. "Stiamo verificando i possibili legami con Al Qaida", ha detto il ministro della Giustizia Alberto Gonzales.
"Abbiamo un nemico mortale che si sveglia ogni mattina cercando di immaginare nuovi modi di colpirci. Ogni giorno per noi è il 12 settembre".
August 08

Complotto...NAZISTA

 
Non è solo l'ANSA a truccare le notizie. Anche la Reuters lo fa, e almeno lo
ammette, una volta scoperta.
E meno male che i sionisti controllano l'informazione mondiale!
Carmine

Subject: i media


> Yedihot di oggi :
> ---------------
> Reuters admits altering Beirut photo
> Reuters withdraws photograph of Beirut after Air Force attack after US
> blogs, photographers point out 'blatant evidence of manipulation'
> Yaakov Lappin
>
> A Reuters photograph of smoke rising from buildings in Beirut has been
> withdrawn after coming under attack by American web logs. The blogs
> accused Reuters of distorting the photograph to include more smoke and
> damage.
>
> The photograph showed two very heavy plumes of black smoke billowing from
> buildings in Beirut after an Air Force attack on the Lebanese capital.
> Reuters has since withdrawn the photograph from its website, along a
> message admitting that the image was distorted, and an apology to editors.
 
 
E adesso ditemi se questo non è un complotto NAZISTA.
Sono disgustato, indignato ed amareggiato.
E' possibile che a questo mondo non esista la giustizia?!?
Forza Israele, vinci anche per noi, per quest'Europa che svende se stessa, che si umilia, che è sempre più prossima alla fine.
Vinci perchè sei l'unico stato che ama se stesso e difende i valori dell'occidente.
 
Newnewyork
August 07

Venite signori e signore: si svendono cittadinanze!

 
L’hanno fatto, e alla svelta! Cinque anni di permanenza sul suolo italiano e voilà, ecco la cittadinanza; da 10 a 5 anni, uno sconto del 50% degno dei migliori supermarket. Ecco come si svende, meglio si regala, la dignità di un paese; la cittadinanza italiana vale un niente, tanto vale darla via a tutti, come una puttana, appena sbarcano a Lampedusa, così ci evitiamo anche un po’ di burocrazia.
La cittadinanza dovrebbe essere una cosa preziosa, un traguardo che si raggiunge solo attraverso un processo d’integrazione che implica piena condivisione dei valori fondanti dell’identità nazionale italiana. Ma quale identità? Ce l’abbiamo? Vogliamo difenderla o ci sputiamo sopra? La cittadinanza è una cosa seria che non dovrebbe legarsi a nessun automatismo (3-5-10 anni di residenza), invece grazie a questo esecutivo avremo futuri “cittadini” italiani che non accettano i nostri valori ed useranno strumentalmente i diritti a loro concessi per soverchiarli. Chissà, tra un po’ avremo anche noi il nostro gruppuscolo di parlamentari stile Hamas o Hezbollah, per carità, democraticamente eletti!
Ma come si fa a non vedere che questo è esattamente ciò che accadrà? Cos’è questa malattia che contagia la maggior parte dei politici italiani? Lasciando perdere i partiti, possibile che la gente non abbia un rigurgito di orgoglio, di dignità, di decenza? Sono pronti a scendere spontaneamente in piazza se alla squadra del cuore tolgono dieci punti in classifica, a bloccare binari e autostrade con i trattori per qualche litro in più di latte, a intasare le città con i loro bisonti della strada per uno sconticino sul gasolio, ma non quando si svende la cittadinanza, allora nessuno muove un dito, pare non interessi, come se fosse una “sgualdrina”. Qui c’è in gioco il futuro delle generazioni a venire, possibile che nessun se ne renda conto?
Siamo nella merda ragazzi, e fino al collo, ma nonostante il livello del liquame salga continuamente e sia ormai a pochi centimetri dalla nostra testa la maggior parte degli italiani non la vede e non ne avverte la puzza. Troppo occupati a fare le valigie, a intrupparsi in chilometriche code sulle autostrade, a leggere sulla Gazzetta le ultime novità del calcio mercato, a cospargersi di crema per non scottarsi al sole. E intanto, e neppure troppo lentamente, la merda cresce: buone vacanze “italiani”!
July 17

Che Scandalo! lo dico IO.

Con un titolo che ha dell'inverosimile (Che Scandalo!) il Corriere dello Sport apre la prima pagina dell'edizione del 15 Luglio.
Secondo l'autore dell'articolo "E questo sarebbe il nuovo calcio?" Alessandro Vocalelli "clamorose" sarebbero le differenze di trattamento avute per i 4 clubs coinvolti nell'inchiesta calciopoli.
Clamorosa sarebbe la pena inflitta alla Juventus (Serie B e meno 30 punti), clamorose quelle inflitte a Fiorentina e Lazio (Serie B e rispettivamente 12 e 7 punti di penalizzazione) - che pagherebbero, secondo Vocalelli, "in maniera molto, molto più pesante" rispetto alla squadra dei diavoli rossoneri che nonostante tutto resta in A, "non perde i diritti televisivi e può costruire una super squadra" e allo stesso tempo può candidarsi alla corsa scudetto (benchè vi sia una penalizzazione di 15 punti).
 
Vorrei ricordare per l'ennesiva volta a questi giornalisti corti di memoria che l'ex presidente del Milan Adriano Galliani, a differenza dei presidenti delle altre società, ha violato l'articolo 1 (principi di lealtà) e non l'articolo 6 (illecito sportivo) del Codice di Giustizia Sportiva, quindi mi sembra più che giusto che ci sia un diverso trattamento e sia attribuita una diversa pena.
Vorrei ricordare inoltre a tutti i giornalisti corti di memoria nonchè a tutti i moralisti dell'ultim'ora che a quanto sembra - e soprattutto fino a prova contraria - il Milan è l'unica squadra a non aver avuto particolari benefici dal sistema Moggi. Gli ultimi 2 scudetti sono stati intascati dalla Juventus. Aiutini per la salvezza sono stati richiesti da chi ne aveva bisogno - leggi Fiorentina - ,  non certo dal Milan.
Vorrei ricordare ai signori di cui prima, a costo di risultare noioso e ripetitivo, che dall'inizio del processo sembra esserci stato un singolare accanimento nei confronti del Milan e del suo presidente. Giusto da quando il dott. Borelli ha buttato tutti i club nel medesimo calderone, come se fossero colpevoli allo stesso modo. Superfluo sarebbe ricordarvi che Guido Rossi è stato dirigente dell'Inter nonchè parlamentare dei DS e che il caro magistrato Borrelli è lo stesso che invano ha indagato su Berlusconi negli anni di tangentopoli.
 
Miei cari signori, alla luce di questi fatti e di queste sentenze, "che scandalo!" lo dico IO!
 
Newnewyork
July 16

Buona Guerra, Israele

Buona Guerra, Israele.
di Paolo Guzzanti
 
Buona guerra, Israele. Hai tutte le ragioni per spazzare via con l'uso legittimo delle armi i nemici che sono anche i nemici di un'Europa impantanata nelle sue stesse menzogne e già posseduta dalla penetrazione islamica. Ormai siamo sempre di più ad avere il coraggio di dire buona guerra Israele.

Io ho seguito tutta la guerra libanese degli ani Ottanta nel fango, nel sangue, nel vomito e nella povere, e incontravo di notte i soldati di Tzahal che discutevano di cinema e cantavano. Erano studenti, fisici, biologi, poeti, attori e agricoltori e allora come oggi i sicari mandati dall'Iran colpivano Israele dal Libano. Oggi usano missili iraniani con tecnologia cinese. Domani useranno bombe atomiche. E i ragazzi di Tzahal di queste ore sono sempre studenti, fisici, poeti, agricoltori, biologi.

Le armi di chi vuole spazzare via Israele dalla faccia della terra oggi colpiscono Tiberiade e Haifa, domani Gerusalemme e Tel Aviv e usano sempre il Libano come santuario dei delitti siriani commissionati da Teheran. Altro che Paese sovrano. La Siria è colpevole di essere il transito per la mercanzia dell'Iran: i rapimenti, le decapitazioni con la sega elettrica adottate da al-Quaeda. Gli uomini onesti oggi non si nascondono dietro il relativismo etico, ma dicono con animo limpido: buona guerra, Israele, vinci anche per questa Europa che ha paura della propria storia e che ha perso l'identità nell'inclinazione al suicidio e agli affari. Che tu possa vincere Israele e non fermarti di fronte alla grancassa degli equidistanti come D'Alema. L'Italia ha ormai due politiche estere: una del governo inesistente, e una degli italiani che hanno ritrovato il coraggio della verità.

Israele ha già commesso una volta il suo sacrificio suicida quando Sharon ha consegnato la striscia di Gaza in cambio di niente: Israele ha sempre offerto territori in cambio di pace e così ha avuto la pace con l'Egitto in cambio del Sinai.. Ma Gaza è stata data in cambio di nulla, nella sola speranza di una mobilitazione del mondo civile affinché imponesse ai palestinesi l'obbligo di dimostrare la loro volontà di pace. La risposta è stata la vittoria di Hamas, i missili, gli omicidi, i rapimenti, mentre l'Europa seguitava e seguita a rovesciare ogni mese milioni di euro nelle corrotte casse palestinesi.

Dopo i rapimenti dei soldati sul suo territorio sovrano per mano di banditi arrivati da uno Stato privo di sovranità, Israele ha detto basta.
Israele ha risposto con l'unica difesa possibile: la guerra. E ora Israele deve vincere questa guerra e non fare armistizi finché non sarà sicura la sua terra e la sua gente.
Nel frattempo siamo strabiliati per quel che fa e dice questo patetico Romano Prodi che dopo aver pronunciato con fatica le ardite parole "non presenza di hezbollah armati", mette in imbarazzo la comunità internazionale fingendo di guidare il processo di pace. Quel processo di pace che ha già rotto le ossa di ben altri mediatori, da quando prese il via tredici anni fa  con una mascherata alla Casa Bianca e con Arafat che confidava ai suoi: "Ciò che sto facendo è la ripetizione di quel che fece Maometto che siglò una pace per rinforzarsi prima di distruggere il nemico".

In omaggio a quel falso processo di pace nato dalla menzogna in Israele fu creata l'espressione "qorbanoth ha-Shalom": sacrifici umani per la pace, il prezzo per saziare i mentitori. Intanto il Libano tornava nelle mani degli Hezbollah che secondo Prodi dovrebbero deporre le armi sedotti dal suo bel visino.
 
Quanta mercantile ipocrisia. Stavolta Israele si fermerà soltanto quando avrà vinto la partita, ma per farlo dovrà prima agire in profondità facendo piazza pulita di chi vorrebbe far sparire dalla faccia della terra lo Stato ebraico. E dunque diciamo: buona guerra Israele, per una vera pace.
 
July 12

Uomini o animali?

Troppe volte mi sono chiesto cosa distinguesse un animale da un uomo, cosa li rendesse diversi, se cammiare in maniera retta fosse sufficiente a rendere un uomo migliore. Troppo spesso mi sono risposto che si, forse davvero gli animali sono migliori degli uomini.
 
Gli animali non uccidono 6 milioni di persone solo perchè ebree, non dirottano aerei nei grattacieli, non rapiscono e trucidano diciannovenni, non vanno in piazza a chiedere la morte dei propri connazionali, non provano gusto a sparare il colpo di grazia nella nuca di un altro essere umano.
 
Poi le immagini del Duomo di Milano, del Partenone, delle Torri Gemelle, del Colosseo, della Gioconda, dell'Incoronazione di Napoleone mi attraversano la mente, le odi di Orazio, i sonetti di Petrarca, gli endecasillabi di Dante, i versi di Byron me l'affollano e mi ricordano che ciò che disseta la mia voglia di bellezza, di sapienza, la mia voglia di libertà, di scoperta, di conoscenza non è opera degli animali, ma dell'uomo.
 
L'uomo che è diverso perchè è capace di creare, di sognare, di amare, perchè è genio, poeta, scrittore, scultore, pittore, artista, musico, scienziato, medico, chimico, pertanto dovrebbe saper contenere la sua ira, la sua follia, perchè è uomo, non è animale, è genio, è poeta, è scienziato: ed invece no. Basta una parola di troppo, una frase inopportuna, ed ecco che si innesca un terribile meccanismo animale. Meccanismo che  inevitabilmente porta alla distruzione di se stessi - nel caso a cui voglio fare riferimento (l'indecente scorrettezza di Zidane durante la finale dei mondiali Italia-Francia), alla distruzione del mito.
 
Nessuna offesa può giustificare un gesto simile. Ma soprattutto nessuna offesa può giustificare reazioni come quelle che nelle ultime ora si stanno susseguendo. C'è chi vorrebbe "solo piacchiare" il giocatore dell'Inter Marco Materazzi (Gallas, francese che attualmente gioca nel Chealse). Ma c'è anche chi andrebbe oltre. Perchè, secondo molti, quella di Materazzi è stata una "grave offesa all'islam". (ed ecco comparire sulle mie labbra un amaro sorriso. Non sappiamo ancora con certezza cosa abbia detto Materazzi, ma bastano delle supposizioni molto fantasiose a scatenare l'ira di troppe persone. Qualora le voci diventassero ufficiali, il difensore della nazionale dovrebbe temere una sorte simile a quella di chi prima di lui "ha offeso l'islam"?!). Offesa tanto grave da rendere il giocatore italiano meritevole di morte ("merita di essere ucciso") o, in ogni caso, di punizione divina ("Che Iddio uccida Materazzi").
 
D'altra parte, quale fine migliore per "un giocatore che rappresenta la spazzatura d'europa" nonchè "sporco animale italiano"?
 
Ma non finisce qui - ed ora viene il bello.
La IALD - Islamic Anti Defamation League ha presentato un esposto alla FIGC per accertare se siano stati violati gli articoli 10 e 14 del Codice di giustizia sportiva, riguardanti comportamenti razzisti e violenti dentro e fuori il campo da gioco.
 
Secondo alcuni, qualora venisse accertata la colpevolezza di Materazzi e conseguentemente quella della FIGC che ne è responsabile, ci sarebbero gli estremi per ritirare il titolo.
 
Sarebbe un sogno che si avvera. Sarebbe l'unico modo per far scuotere dal tiepido sonno in cui sono immersi quei caproni che infestano l'europa, quegli pseudo italiani, tedeschi, francesi, inglesi che fanno rivoltare nelle tombe Voltaire, Bismarck, Cavour, ottusi, ciechi a cui bastano un paio di tette alla tv, il palestrato di turno nei programmi di Maria De Filippi, un buon piatto di pasta e la "partita di pallone" per dire: la vita è una cosa meravigliosa.
 
Newnewyork
July 10

A dream called America

Ricordo due amiche, ragazzine di tredici anni che sui banchi delle scuole medie si promisero un giorno di raggiungere insieme l’America, sigillando il patto sul diario scolastico. Da allora quasi tutto è cambiato nella vita di quelle ragazzine, probabilmente anche l’amicizia stessa che le univa, ma se c’è una cosa che è rimasta immutata nel tempo è la mia voglia di sorvolare il cielo americano, di toccare con mano e di vedere con i mie occhi tutte quelle immagini che ho sognato per anni. Crescendo, ovviamente, è mutata l’immagine mentale meramente idilliaca e i contorni del mio sogno sono diventati sempre più nitidi. Realtà e fantasia non si mescolano più tanto facilmente perché fatti e ragionamenti mi aiutano a capire meglio questo grande paese. Ciò non toglie che il desiderio di conoscerlo e di avventurarmi nella sua immensità sia rimasto in me come una spada nel cuore. E nel frattempo visto che posso fare poco altro, mi informo, studio e cerco di non farmi trovare impreparata dinanzi la sua vastità. Concetti difficili da capire per chi come me non è cresciuto con la voglia d’America innata nel Dna, perché vedete, non sto parlando di un paese, sto parlando di un’idea, di un modo di concepire e vivere la vita. Non più di uno spazio fisico delineato, non di un grande segno sulla carta geografica, ma di un’idea transnazionale. L’America è nel cuore di chi la ama.

Da dove deriva la sua forza, da dove nasce l’attrazione che esercita? Gli Stati Uniti sono una nazione giovane, che non possiede una storia millenaria alle spalle, composta da etnie molto diverse, ognuna delle quali con proprie tradizioni culturali. L’esigenza di fondersi e di trovare un unicum è forte. Questo legame viene rintracciato in due epopee, quella dei padri fondatori, di coloro che avevano guidato la rivoluzione consentendo l’indipendenza dall’Europa e quella della guerra civile che pose fine allo schiavismo. Nascono e si fortificano così due miti nella società americana che resteranno costanti fino ad oggi nella storia: la democrazia e l’uguaglianza. L’atto di abolizione della schiavitù consentirà la crescita di un costante equilibrio tra etnie diverse, equilibrio chiamato melting pot. Questa espressione fu utilizzata per la prima volta in un dramma andato in scena a Washington all’inizio del Novecento, e racconta la storia di un ebreo di origine russa emigrato negli Usa a seguito dello sterminio della sua famiglia in un pogrom, che si innamora di una giovane donna, figlia di un nobile russo, anch’egli emigrato. Nella scena finale i due si stringono in un abbraccio sullo sfondo di una New York infiammata dal tramonto. Il protagonista puntando all’orizzonte un suo sguardo intenso escalma: “…Il grande melting pot: ascolta! Senti come ribolle e gorgoglia?...Cos’è la gloria di Roma e di Gerusalemme, dove tutte le nazioni e le razze vanno per adorare e guardano indietro, in confronto alla gloria dell’America dove tutte le razze e le nazioni vengono per lavorare e guardare avanti?...”

Nonostante la persistenza delle due grandi mitologie nazionali, gli Stati Uniti soffrono comunque di una sorta di inferiorità culturale e politica nei confronti dell’Europa. Inferiorità che sarà spazzata via definitivamente in occasione dell’Esposizione Universale di Chicago, in cui un giovane storico espose la cosiddetta Ipotesi della Frontiera, ponendo le basi per la costruzione del terzo mito americano. L’intuizione fu geniale: se gli Usa esistono e se hanno quelle magnifiche istituzioni e quel senso civico così unico e sviluppato, ciò non dipende dai germi di libertà portati dai perseguitati europei, ma dalla specificità del territorio americano, dall’enorme quantità di terre selvagge al di là dell’ orizzonte. Questo è lo spirito di frontiera, quella spinta ad andare sempre avanti, a non fermarsi di fronte all’ignoto. E c’è poco da fare, lo spirito di frontiera gli europei non ce l’hanno. Solo in America può esistere, perché il territorio americano è fatto in un modo unico e irripetibile. Spirito di frontiera significa individualismo, iniziativa, democrazia.

Forse lo spirito di frontiera mi appartiene nonostante io non sia americana, forse la sete di libertà e democrazia è così grande proprio perché molto spesso la realtà in cui viviamo ci obbliga a estenuanti siccità. La verità è che avremmo tutti da imparare qualcosa da una nazione come l’America e dal popolo americano, un paese dove gli ideali e la fede risiedono ancora li, saldamente al loro posto. Il sogno è ancora qui nel cassetto, ma chissà…presto sorvolerò anche io il cielo di New York al crepuscolo di un meraviglioso tramonto americano.
 
Kira
July 07

7 Luglio - Un anno dopo

 
Ricordiamo le vittime del terrorismo islamico.
52 sono le persone che persero la vita il 7 luglio in nome di Allah. 
 
Londra, 7 luglio 2005
July 05

Magico Alex

 
 
 
 
 
 
"Attacco a Berlino" è stato il titolo più "esaltante" che i giornali di Kultura sono stati in grado di proporci...
Anche per questo è bello essere di destra...
Ps. Magico ALEX!
 
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July 03

Queste sono bestie. Bestie e basta.

Se c'è qualche uomo di buona volontà che voglia e sappia definire chi rapisce 19enni per ucciderli brutalmente, si accomodi.
Io sono qui, pronto ad ascoltare le sue ragioni.
Anche se mi chiedo cosa ci sia da spiegare, cosa possa esserci di razionale in un'azione del genere, nello spegnere un meraviglioso sorriso come quello di Eliahu.
 
Potrebbe provare a rispondere l'onorevole Francesco Caruso che oggi ha avuto la brillante idea, insieme ad un gruppo di 50 nullafacenti-figli-di-papà comunemente definiti NO-GLOBAL, di occupare lo scafo di Luna Rossa esposto in piazza Plebiscito a Napoli.
Con un piccolissimo sforzo posso immaginare l'onorevole risposta - e mi scusi sin d'ora l'onorelissimo onorevole se male ho interpretato il suo pensiero - : Eliahu è stato ucciso perchè ebreo, quindi, in quanto tale, colpevole del "genocidio in palestina".
 
Già, oggi si manifesta contro il "genocidio in palestina." E non solo. Si consegna al prefetto un documento - a mio avviso carta straccia - da trasmettere al ministero degli esteri per contestare il sostegno militare che lo stato Italiano offre al governo israeliano. Bisogna dire basta alla strage del popolo palestinese.
I civili israeliani, invece, si possono massacrare?Si possono rapire?Si possono trucidare?
Magari ci si può cibare delle loro viscere e del loro sangue (guardare per credere...) ?
Tutto è concesso se si è palestinesi. La stampa tace se ad agire sono i palestinesi. I telegiornali - tutti, tranne l'ultimo baluardo di libertà che ci è rimasto, il tg4 - si censurano se ad uccidere sono i palestinesi.
 
E allora provo io a rispondere al quesito iniziale.
Senza giri di parole, senza sconti, senza inutili ellissi.
Queste sono bestie. Bestie e basta.
July 02

E il mio ricordo...

E il mio ricordo
Ti verrà a trovare quando starai troppo male
Quando invece starai bene resterò a guardare
Perché ciò che ho sempre chiesto al cielo
è che questa vita ti donasse gioia e amore vero e in fondo
July 01

Nessuno VOTI Caino

Nutro poca simpatia per tutti coloro che hanno votato a sinistra, ormai è noto.

Ma in questi giorni provo particolare DISPEZZO e SCHIFO per chi votando a sinistra ha scelto la ROSA NEL PUGNO.

Che la vergogna li possa perseguitare in secula seculorum.

Newnewyork

 

www.nessunovoticaino.it

 

NESSUNO VOTI CAINO
di Rita Bettaglio – 30 giugno 2006

Che un terrorista, condannato a 25 anni di carcere per l’omicidio di un agente di polizia, venga eletto in Parlamento non sarà fuori legge, ma suona già come una beffa per la gente onesta, che è la maggioranza degli italiani e che tira la cinghia da una vita, 27 dopo 27. Che poi lo stesso diventi segretario della Presidenza della Camera dei Deputati è davvero un insulto. E’ come avere «un gatto vivo nello stomaco», direbbe Guareschi, ed è quello che provano in primo luogo i familiari delle vittime del terrorismo.
Sto parlando di Sergio D’Elia, 54enne deputato della Rosa nel Pugno, esponente di spicco del gruppo eversivo e terroristico Prima Linea, che seminò morte e disperazione negli anni ‘60 e ‘70. Era il gennaio 1978 quando alcuni esponenti di «Prima Linea», nel tentativo di favorire a Firenze la fuga di alcuni detenuti dal carcere delle Murate, uccisero l’Agente di Polizia Fausto Dionisi. Dionisi morì ad appena 23 anni, nell’adempimento del proprio dovere, lasciando la moglie, Mariella Magi, 22enne, ed una figlia che oggi ha compiuto 30 anni. Nel 1983 la Corte d’Assise di Firenze giudicò D’Elia «colpevole dei reati ascrittigli, ritenendo il vincolo della continuazione fra i delitti e qualificati: il fatto-reato di cui al capo 23 del procedimento n. 13/81 come omicidio e tentati omicidi, continuati ed aggravati, in danno rispettivamente di Dionisi Fausto, Atzeni Dario e Cianciosi Oreste (...), con attenuanti generiche per questo solo delitto ritenute equivalenti alle aggravanti». In calce alla Sentenza di condanna di primo grado, per D’Elia si aggiunge anche che «visti gli artt. 28, 29 e 30 del codice penale, lo condanna altresì all’interdizione perpetua dai pubblici uffici ed alla interdizione legale durante l’esecuzione della pena principale». La prima condanna, a 30 anni, fu poi ridotta in appello a venticinque, infine dimezzata con l’applicazione della legge sulla dissociazione dal terrorismo e altri benefici di legge. Più tardi è intervenuta la riabilitazione e le pene accessorie furono cancellate.
D’Elia, ora «onorevole», è fondatore e segretario dell’associazione Nessuno tocchi Caino, che si batte per l’abolizione della pena di morte. Questo per quanto riguarda il personaggio. Le reazioni alla sua comparsa in Parlamento, a rappresentare quelle Istituzioni che D’Elia ha sempre combattuto con le armi e lo spargimento del sangue innocente di umili e devoti servitori dello Stato, non si sono fatte attendere. A insorgere le associazioni delle vittime del terrorismo e, in prima linea (questa volta per difendere e non per offendere), il SAP, Sindacato Autonomo di Polizia. A sostenere la sua azione di sacrosanta protesta la vedova Dionisi, che pochi giorni fa ha dichiarato, tra l’altro, «Si chieda pure il sig. D’Elia: se si fosse offerto al pubblico dibattito durante la campagna elettorale sarebbe stato scelto dai cittadini a rappresentarli nelle pubbliche istituzioni? Io credo di no».
I centralini del SAP sono stati letteralmente intasati dalle telefonate di semplici cittadini che esprimevano la loro solidarietà ai poliziotti in servizio e caduti. Sono state talmente numerose che il SAP ha deciso di aprire un blog dal nome significativo, Nessuno voti Caino, parafrasando il nome dell’associazione contro la pena di morte fondata da D’Elia. Come si legge in un’Ansa di pochi giorni fa, «il Sap, assieme all’Associazione Vittime della Criminalita e del Terrorismo ha avviato, attraverso il portale, una mobilitazione civile e legislativa che tenga “Caino” lontano da incarichi civili e istituzionali per dichiarare ineleggibile o incompatibile con qualsiasi carica istituzionale chi è stato riconosciuto colpevole di eversione terroristica, mafiosa, omicidio, pedofilia e reati contro i minori». Il blog si propone di offrire uno spazio di discussione e di testimonianza a tutti quelli che lo desiderino e di promuovere una campagna, già in atto nelle piazze delle maggiori città italiane, per la raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che introduca una pena accessoria alla condanna penale per gravi reati quale causa di ineleggibilità o decadenza del mandato. Il progetto di legge, subito battezzata legge di «incompatibilità criminale», prevede, in sintesi, l’ineleggibilità alle cariche politiche e amministrative per i condannati di reati associativi eversivi, mafiosi, di omicidio, di pedofilia e di tutti i reati contro i minori, puntando all’introduzione nel nostro sistema penale di una misura accessoria che consegua in maniera automatica in caso di condanna per i predetti reati e che comporti l’ineleggibilità o la decadenza del mandato. Immediato l’appoggio di numerosi Parlamentari, come quello dell’on. Gabriella Carlucci di Forza Italia che ha presentato un analogo progetto di legge.
Intanto nelle piazze italiane il SAP sta distribuendo 500mila cartoline con la sagoma rossa di un poliziotto riverso per terra e l’asfalto puntellato dai nomi dei colleghi uccisi dal terrorismo. Queste cartoline saranno inviate all’ex Prima Linea per chiederne le dimissioni. In una conferenza stampa a Bologna, Gianni Tonelli, della segreteria nazionale del Sap, ha sottolineato come il parlamentare rosapugnone non abbia mai risarcito la famiglia della vittima. «Spero che con il lauto stipendio di deputato, ora provveda», ha concluso. Anche l’associazione Memoria , che riunisce i familiari di poliziotti e magistrati uccisi dai terroristi, è scesa in campo con una lettera inviata al presidente della Camera Fausto Bertinotti, in cui si sottolinea che Sergio D’Elia « dovrebbe, per il bene supremo dello Stato e delle sue istituzioni, che anche lui rappresenta, dimettersi da ogni carica».
Non possiamo che unirci alla sacrosanta mobilitazione dei poliziotti e dei familiari delle vittime del terrorismo, che deve diventare la mobilitazione di tutte le persone oneste, che vogliono continuare ad educare i figli alla legalità: quella vera, non quella invocata ad ogni piè sospinto da chi riempie il Parlamento e gli atenei di terroristi e assassini.

 
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Odi

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